Attualità e Cronaca Rosa

Grecia – Tenta di sedare una rissa, ragazzo italiano viene ucciso

30-07-2011

Grecia – Tenta di sedare una rissa, ragazzo italiano viene ucciso

Stefano Raimondi, 21enne di Ospedaletto Lodigiano, è morto durante una rissa nell’isola greca di Mykonos.

 

VACANZA CON GLI AMICI. Una vacanza tra amici è finita in tragedia per il giovane Stefano Raimondi. Si trovava in un locale di Mykonos, l’isola greca più famosa per la movida e le sue discoteche piuttosto che per il mare. Secondo gli inquirenti greci, nel locale dove si trovava Stefano si sarebbe scatenata una rissa a causa dell’accusa di un turista svizzero 23enne e dei suoi due amici turchi di origine curda contro gli italiani, colpevoli di aver rubato una bottiglia di vodka dal loro tavolo. Lo svizzero ed i turchi si sono scagliati contro gli italiani. Stefano sarebbe intervenuto per fare da paciere, ma l’elvetico lo ha colpito alla testa con una bottiglia. Trasportato al Mykonos Health Center, i medici  hanno decretato la sua morte dopo pochi minuti. Dopo la rissa le forze dell’ordine hanno bloccato le vie di fuga dall’isola e hanno ritrovato lo svizzero e i turchi in punti diversi dell’isola. Erano tutti e tre molto ubriachi.

 

DOLORE E RABBIA. Incontenibile la rabbia e il dolore di amici e parenti. La prima ad apprendere la notizia della sua morte è stata la sorella Paola, avvisata dagli sms degli amici che erano con lui a Mykonos. “Lui era uno forte – sospira il papà Paolo – faceva palestra e non aveva paura di niente. Se succedeva qualcosa si metteva in mezzo, era un altruista. Vogliamo giustizia adesso, anche se nessuno ce lo darà indietro“. Il ragazzo era stato messo in guardia dal padre sul fatto che a Mykonos succedono spesso risse e litigi ma lui lo aveva tranquillizzato: “Sono forte papà, non preoccuparti“.

 

STUDENTE E LAVORATORE. Stefano aveva 21 anni. Viveva col padre Paolo, la madre Mariateresa,  con la sorella di 23 anni ed il fratello Marco di 12. Frequentava con profitto il secondo anno di Economia all’Università Cattolica di Milano e trascorreva i week-end lavorando alla cassa dello spaccio alimentare del paese. In questo modo era riuscito a pagarsi da solo la vacanza in Grecia. Il primo cittadino di Ospedaletto, Eugenio Ferioli, ricorda così il ragazzo: «Stava alla cassa. Era gentilissimo, mai una parola sopra le righe. Del resto se fosse stato un tipo aggressivo la bottigliata in testa l’avrebbe data, non l’avrebbe presa».

La madre e la sorella sono già volate in Grecia. Si attendono i risultati degli esami autoptici, dopodiché la salma di Stefano farà ritorno in Italia.

Elisa Renna

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