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Dolcenera si spoglia per Playboy. “La musica è sesso”

27-09-2011

Dolcenera si spoglia per Playboy. “La musica è sesso”

Una Dolcenera sexy e sicura di sé quella che scopriamo su Playboy. Anche se ammette “il fidanzato si è incazzato”.

MUTAZIONI. Ci ha abituati ai cambiamenti Dolcenera nella musica e nel corpo. Ed eccola in versione sexy sulle pagine di Playboy. Per un giorno coniglietta sul set fotografico che ha ispirato anche il videoclip della canzone “L’amore è un gioco”.

Mi sono spogliata, la musica è sesso” dice. Ma il fidanzato? “Si è incazzato“.

 
 Intervista concessa a Tgcom
 -Come mai la decisione di posare per Playboy? Per il videoclip de “L’amore è un gioco” avevamo bisogno di attrici che esprimessero la sensualità femminile e quando è arrivata la proposta di alcune fotomodelle di Playboy, è nata l’idea di posare sullo stesso set del videoclip per la copertina del giornale con un fotografo, Mattia Zoppellaro, che mi dava fiducia e serenità perché avevamo collaborato insieme per la copertina dell’album “Evoluzione della specie”. Quando è arrivata la proposta, mi sono detta perché no? Negli anni 70 lo avevano fatto Patti Pravo e Loredana Bertè e mi sentivo di voler fare questa esperienza, quasi americana nel suo genere (visto che tanti artisti Usa lo fanno normalmente), con una rivista storica come Playboy che ha, per prima, ritratto la “Donna”, Marilyn Monroe. Comunque il motivo principale è stato semplicemente uno: malgrado io non mi trovi bella, da un anno ormai faccio tanto sport: prima corsa e poi, dall’inizio del tour estivo, nuoto. E’ un periodo della mia vita che mi sento in forma, mi sento bene fisicamente, l’ho percepito sul palco, sul controllo della voce e durante i concerti, persino mentre suonavo. E sentirmi bene mi ha fatto anche sentire bella: ho pensato che semmai avessi dovuto fare un’esperienza del genere nella mia vita, questo era il momento giusto. Non credo che potrò rifarlo fra 30 anni! Quindi l’ho fatto solo perchè sto bene fisicamente e mi sento bene.

-Ti sei imbarazzata?
All’inizio ero un po’ intimidita, ma il fotografo ha la mia età, è una persona carina e abbiamo rotto il ghiaccio subito, grazie anche all’assistenza e alla professionalità della stylist e della truccatrice. Per me era come essere in topless sulla spiaggia! E’ stato bravo lui a cogliere momenti, movimenti ed espressioni. Le foto sono davvero belle, artistiche, adoro il bianco e nero. Dopo averle viste mi sono convinta subito, già sapendo che i miei fan avrebbero capito la mia voglia di giocare e misurarmi con esperienze nuove, di osare in un atteggiamento che è stravagante, rock più che pop. Ma pur sapendo che altri invece avrebbero espresso qualsiasi fantasiosa opinione. Ma anche questo fa parte del gioco: trent’anni fa le opinioni del pubblico non venivano raccolte, oggi con il Web, i blog e i social network invece chiunque può dire la sua ed ovviamente trovi di tutto, dai commenti positivi a quelli che dicono che c’entra la musica con queste foto sensuali. Si, infatti la musica è sesso, non c’entra niente la sensualità… Basterebbe leggere qualche aneddoto delle biografie degli artisti americani per capire. Mi sento un’artista libera di esprimermi: scrivo, suono e arrangio; ho fatto l’attrice in un film, sto scrivendo un libro e ho posato per Playboy. Nessuno si senta offeso. 

 
-Un aneddoto legato al giorno del servizio fotografico?
Alla fine dello shooting del videoclip, io ero sull’ultimo set fotografico: una vasca da bagno piena di schiuma e “paperelle” galleggianti. Il regista, il direttore della fotografia e qualcun’altro della produzione del videoclip volevano salutarmi prima di andare via, e sono entrati in bagno ma sono rimasti sempre tenendo lo sguardo rivolto al pavimento e continuando a borbottare qualcosa che assomigliava a dei saluti. Erano imbarazzati come dei bambini messi in punizione, malgrado sia io che la truccatrice continuavamo a ripetere che ero coperta fino al collo di schiuma e che avevo il costume da bagno e non c’era motivo di non scambiarsi un sorriso o un saluto. Niente da fare: è finita con una risata delle donne presenti sul set. Mon c’è stato il modo di salutarli per bene, neanche quando gli ho gettato addosso le “paperelle” mentre erano sulla porta per scappare via dall’imbarazzo.
 -Preoccupata per la reazione dei familiari e del fidanzato?
Beh i  miei genitori sono rimasti sorpresi, si fidano del mio istinto, sanno che ho voluto giocare con questa esperienza e che quando faccio quello che voglio, lo faccio bene… Lo faccio per fare una cosa “bella”. Il fidanzato si è incazzato: lui dice per motivi di opportunità perché la decisione di fare la copertina poteva essere strumentalizzata. Secondo me solo per gelosia “salentina”, anche perché qui non si tratta di Donna oggetto ma, all’esatto opposto, di Donna Soggetto, di bellezza femminile che mi sentivo di poter esprimere e rappresentare dopo che mi ero fatta conoscere come un brutto anatroccolo con gli occhi neri dark e i capelli a punta. Spero di essere stata all’altezza, almeno all’altezza del nuovo singolo in radio “L’amore è un gioco” che trovo sia di una bellezza disarmante. Ah ovviamente spero che rientri anche il litigio! Perdono è una parola, anzi due: per dono.
Fonte Tgcom. it
Paola Totaro

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