Attualità e Cronaca Rosa

Egitto – Scontri tra Cristiani Copti e militari. Oltre venti morti e 200 feriti al Cairo

10-10-2011

Egitto – Scontri tra Cristiani Copti e militari. Oltre venti morti e 200 feriti al Cairo

Bilancio pesante degli scontri scoppiati durante una protesta alla quale partecipavano migliaia di copti. Manifestavano per una chiesa data alle fiamme la settimana scorsa.

 

DURI SCONTRI. Nella notte tra domenica e lunedì duri scontri al Cairo durante una protesta alla quale partecipavano migliaia di cristiani copti i quali protestavano per una loro chiesa data alle fiamme la scorsa settimana, nella provincia di Assuan.

Gli scontri sono iniziati nel quartiere di Shoubra a nord della capitale per poi allargarsi lungo il Nilo nella zona di Maspero davanti alla sede della di tv di Stato ed a piazza Tahrih. Alcune fonti avevano riferito che i feriti tra i manifestanti sarebbero stati vittime prima di lanci di pietre e bastoni e poi di colpi d’arma da fuoco sparati forse da elementi legati al vecchio partito dell’ex presidente Hosni Mubarak, o di persone legate ai Fratelli musulmani.

Da notizie successive sembrerebbe invece che i militari siano stati oggetto di colpi d’arma da fuoco da parte di manifestanti, mentre a loro volta stavano sparando per disperdere alcune migliaia di manifestanti radunatisi sul lungo Nilo. Dal gruppo dei dimostranti sarebbero partite anche bottiglie molotov e lanci di pietre contro i soldati. Un mezzo della polizia è stato incendiato. Ed è a questo punto che i militari avrebbero risposto al fuoco facendo una strage.

Alcuni copti si sarebbero impadroniti in precedenza delle armi prelevate da un veicolo militare dato alle fiamme e le avrebbero poi usate contro i militari.                                

 

MUSULMANI E COPTI. In seguito gli scontri tra manifestanti e militari sono degenerati in violenze di tipo confessionale tra copti e musulmani. È scoppiata purtroppo una vera e propria battaglia a colpi di pietre e bastoni in vari quartieri del Cairo.  

Tra i 200 ed i 300 musulmani hanno marciato verso l’ospedale dove sono stati raccolti i cadaveri e sono stati curati 156 feriti copti.

Diverse auto sono state date alle fiamme e alcuni copti hanno prelevato benzina dai serbatoi di altri veicoli con cui hanno preparato le bombe molotov. «Dio è con noi, Cristo è con noi. Loro vogliono che l’Egitto sia (uno Stato) islamico, ma noi non ci arrenderemo», inneggiano i copti. Sul fronte opposto i musulmani ripetono senza sosta, «Islam, Islam, Islam».

I copti rappresentano il 10% dei circa 80 milioni di egiziani.

Il governo ha dichiarato il coprifuoco in alcuni quartieri del Cairo.

 

L’APPELLO DEL GOVERNO. Constatata la gravità della situazione il governo è stato convocato per una riunione d’emergenza e  già nella notte il primo ministro egiziano Essam Sharaf ha lanciato un appello alla calma con un discorso trasmesso dalla tv pubblica e con un messaggio sulla sua pagina ufficiale sul social network Facebook. «La nazione è in pericolo a seguito di questi eventi. Questi eventi ci hanno riportato indietro, invece di andare avanti per costruire uno Stato moderno su delle sane basi democratiche». «La cosa più pericolosa che possa minacciare la sicurezza della nazione - ha poi aggiunto – è di giocare con la questione dell’unità nazionale e di provocare la sedizione tra cristiani e musulmani e anche tra il popolo e l’esercito». «È questo lo scopo (delle ultime violenze ndr) ma noi non cederemo a questi complotti perniciosi e non accetteremo un ritorno indietro», ha concluso il primo ministro, che ha poi esortato gli egiziani «alla coesione e all’unione».

Il prossimo 28 novembre inizieranno in Egitto le elezioni legislative, che dureranno quattro mesi e saranno le prime del dopo Mubarak.

Paola Totaro

Notizia in continuo aggiornamento

10/10/2011 – ore 8.30

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