Attualità e Cronaca Rosa

Melania Rea: Nuovi sviluppi nelle indagini

09-05-2011

Melania Rea: Nuovi sviluppi nelle indagini

Nuovi sviluppi sull’omicidio di Melania Rea. Gli investigatori sembrano certi che sia una donna l’autrice di questo macabro scenario.

 

Pare che il luogo del delitto non sia lo stesso dove la donna è stata trovata (il bosco di Casermette) e che la siringa che le hanno conficcato nel seno avesse tracce di terriccio, per cui si pensa sia stata raccolta da terra. Ma soprattutto potrebbe cambiare la dinamica ad oggi ipotizzata dell’omicidio: finora si pensava che la salma fosse stata portata nella pineta dopo la morte, poco prima del ritrovamento. Il decesso potrebbe essere avvenuto dopo qualche ora di agonia.

 

Durante un sopralluogo degli investigatori con un’unità cinofila sono stati scoperti inoltre un orecchino schizzato via, tracce biologiche (da cui si potrà risalire al Dna dell’aggressore) e quelli che fonti investigative ritengono «evidenti segni di colluttazione». Ci sono anche tracce di sangue (in un punto diverso da quello in cui si trovava il cadavere), che dimostrano l’uso di un’arma da taglio sul posto. Insomma, abbastanza per bloccare la salma della giovane donna che stava per essere restituita ai familiari per i funerali già fissati per oggi.

 

A dare una svolta all’inchiesta (condotta in parallelo dalle Procure di Ascoli e Teramo) è stato oggi il fiuto di Atos, un pastore belga malinois del soccorso alpino della Guardia di Finanza dell’Aquila, specializzato per la ricerca in superficie, in valanghe e macerie di persone scomparse e dello loro tracce. Atos è stato portato sul pianoro del San Marco e con il personale delle Fiamme Gialle ha battuto la strada dietro ad un’area giochi in cui Melania è sparita come nel nulla e dove non sarebbe stato trovato niente di particolare. Poi è stato portato 11 chilometri più su, nel territorio abruzzese, nella zona del Chiosco della Pineta, a fianco del quale il corpo martoriato della giovane donna era stato scoperto. E lì nei pressi ha fiutato le altre tracce di sangue, mentre è saltato fuori l’orecchino.

 

Nuovi interrogatori tra i quali spunta quello di una ex fiamma del marito di Melania, il caporale istruttore al 235esimo Reggimento Piceno Salvatore Parolisi. L’uomo ha dichiarato : “Due anni fa ho avuto una relazione con una commilitona ma è finita da tempo” Nei giorni scorsi intanto è stato interrogato anche il titolare del chiosco accanto al quale sorgono i bagni pubblici nei quali Melania, così ha raccontato il marito Salvatore Parolisi, non voleva andare, preferendo quelli del ristorante il Cacciatore (dove però nessuno l’ha vista arrivare), e alcuni degli studenti della terza classe dell’Istituto per geometri, che in gita sul pianoro, avevano riferito di aver visto una donna e una bambina nel parco giochi.

 

Si cerca di ricostruire i movimenti della donna, e se davvero, quella in pantaloni chiari e giubbetto scuro vista da lontano fosse Melania. Il coltello di piccole dimensioni, con la lama affilata (non un coltello da cucina) con cui la giovane mamma è stata uccisa, non si trova ancora. Non è il coltellino da cercatore di funghi recuperato da un volontario della Protezione civile che aveva partecipato alle ricerche nei boschi, e che nei giorni scorsi è stato consegnato a chi indaga. Esaminato ai carabinieri del Ris incaricati degli accertamenti tecnici, non sembra collegabile al delitto.

 

Indagato a 360° gradi anche Salvatore Parolisi e oggi il quotidiano La Stampa pubblica una intervista ai genitori di Melania che sostengono che il marito della vittima sia innocente ed estraneo al delitto: “Non abbiamo dubbi: Salvatore è un bravo ragazzo, non c’entra niente con la morte della nostra amatissima figlia. Erano innamorati e non è vero che lei volesse lasciarlo” Intanto, il colle San Marco, continua ad essere popolato dalle varie schiere di curiosi, dediti al turismo dell’orrore.

Nunzia Caso

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